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La crisi finirà. Ma quando? E a che livelli di volumi di vendita?

Verona, 16 - Che la crisi finirà non ci sono dubbi, ma sarebbe importante capire quando e soprattutto a che livelli di volumi di vendita potrà ripartire il mercato italiano dopo questa lunga fase di depressione. Hanno provato a dare risposte concrete alcuni manager di importanti Case auto nel corso di una tavola rotonda organizzata all’11° Automotive Dealer Day. Ma non è facile esprimere opinioni convergenti. Secondo Santo Ficili del Gruppo Fiat, è arduo prevedere il livello fisiologico del mercato nazionale una volta fuori dal tunnel della crisi, dipende dalle condizioni. Daniele Maver di Jaguar Land Rover Italia (per il quale il mercato premium è troppo penalizzato) è convinto che il settore potrà riposizionarsi attorno ai 2 milioni di esemplari, una media storica per il nostro Paese. Sul quando non è facile dirlo, molto dipenderà dalla ripresa economica, ma anche dall’anzianità del parco circolante. A questo proposito, Maver ha ricordato che il nostro è uno dei mercati più vecchi con il 40% circa dei veicoli oltre i 10 anni di vita. Giuseppe Bitti di Kia Italia si augura che i Governi (“speriamo pochi e competenti”) siano in grado di rilanciare l’economia ridando confidenza ai consumatori in modo che il mercato torni sugli 1,7 milioni di veicoli verso il 2017. Bernard Loire di Nissan Italia stima una ripresa a quota 1,5 milioni di unità a cavallo tra fine 2014 ed inizio 2015 per poi salire a 1,7 milioni di vetture nel biennio 2016-17. “Dobbiamo ragionare su un mercato potenziale di 1,8 milioni di esemplari in prospettiva”. Tutti sono comunque concordi su una cosa: la rete di vendita è fondamentale. Bitti ha rivendicato con orgoglio una Kia che viaggia in controtendenza in Italia. “Situazione che ci porta ad organizzare la nostra rete in una crescita qualitativa oltre che di volumi e comunque sempre redditizia”. Secondo Loire, “Tagliare di fronte ad un mercato in contrazione è un compito facile. Più difficile è trovare il modo di aumentare i ricavi ed è indispensabile sviluppare business alternativi alla vendita del nuovo. C’è poi un terzo elemento molto trascurato che è il software, ovvero le persone”. “Il progetto Flahpj - ha aggiunto Ficili - è partito due anni fa e porterà i suoi frutti nei prossimi mesi con la riorganizzazione della rete per mettere assieme tutti i brand rendendo sostenibile la redditività dei dealer. Ne deriverà una nuova struttura di field con un solo interlocutore di zona per tutti i marchi”. Maver punta il dito sulla fiscalità. “Case e dealer devono lottare insieme contro le avversità fiscali e legislative
che penalizzano soprattutto il settore premium. Oltre al nuovo, anche il parco circolante sta diminuendo e per paura della Finanza si sono triplicate le esportazioni di auto usate con conseguente riduzione del Service”. Interessante il capitolo sulla costante espansione di internet che potrebbe inficiare il lavoro delle concessionarie. “Internet sostituirà la concessionaria? Non credo - ha spiegato Bitti -. Si continuerà ad informare il cliente, ma si andrà comunque a firmare il contratto nel salone. È un processo che si evolverà e che offrirà sempre maggiori possibilità, ma il contatto fisico con il veicolo resta essenziale”. Secondo Maver, “Costruire un continuum tra web e fisicità è la grande sfida. Trasformare il rumore di fondo in contatti commerciali utili rappresenta la sfida nell’utilizzo dei social network”. Per quanto riguarda l’usato, Ficili ha ricordato come Fiat abbia fatto molto in passato per stimolare la vendita dell’usato. “Se non gestito, non fa vendere neanche il nuovo”. “C’è stato un tempo - ha dichiarato Maver - in cui si pensava che l’usato fosse un problema del dealer. In realtà, va riconosciuto che l’usato rappresenta un problema centrale per la corretta gestione del business dei dealer prima e della Casa poi”. L’auspicio finale è che nasca un sistema Paese capace di guardare al futuro per favorire una mobilità sostenibile e lo sviluppo di un business sano e redditizio, con maggiore dialettica tra sostenitori e detrattori dell’auto. Sempre ricordando che quello dell’automobile è un settore mosso dall’emozione e dalla passione. Autolink
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